giovedì 10 luglio 2008

MONDO ATEO

E' da un pò che non scrivo nuovi post, che vergogna....
Lo spunto di farlo mi è stato dato da una recente notizia di cronaca.
Un padre ha lottato per 16 anni affinchè si potesse realizzare la volontà di sua figlia: da 16 anni si trova in stato vegetativo e, nonostante avesse espresso la volontà di non voler fare una non-vita come quella, solamente ora (FINALMENTE!!) un giudice ha accolto la sua richiesta di staccare la spina.
Come era purtroppo prevedibile, subito lo sdegno ed il desiderio di voler fermare la sentenza da parte del mondo cattolico. Cosa ancor più grave, non solo dal vaticano, ma anche dai politici cattolici (quelli che in teoria dovrebbero essere preposti alla salvaguardia della democrazia)!
Ogni qual volta "la società" fa un passo in avanti verso la VERA democrazia, le religioni (perchè non lo fa solo quella cattolica) tentano inesorabilmente di mandare tutto a putt.....

Continuo a vivere sognando un mondo ateo!!!

Colgo l'occasione per diffondere su questo piccolo spazio le mie volontà in caso mi trovassi in coma in stato vegetativo, o non in coma ma senza essere in grado di muovere più un muscolo e che quindi la mia vita fosse totalmente dipendente da qualche macchinario: SPEGNETELO!!!!
E quando sarò morto, voglio essere cremato e, nel caso fosse possibile, le mie ceneri sparse sul Po (non perchè leghista, ma perchè pescatore), diversamente, in qualunque posto sia possibile spargerle. Non voglio che venga celebrata alcuna messa e, soprattutto, non voglio nè una tomba, nè una lapide in mia memoria.
Grazie.

Ennerik

P.S.

In merito a questo argomento (ed in merito a molti altri), consiglio la lettura de: "PERCHE' NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI (e meno che mai cattolici)" di Piergiorgio Odifreddi, edito da Longanesi.

venerdì 18 gennaio 2008

AMARCORD


Quello che seguirà è un racconto che ho scritto per partecipare ad un concorso indetto su un sito di pesca. E' dedicato a mio nonno (fortunatamente ancora vivo!), un racconto di alcuni momenti trascorsi insieme parecchi anni fa, accomunati dalla stessa passione: la pesca.
Proprio perchè scritto da un pescatore, per pescatori, per chi non è "del settore" potrebbe trovare poco comprensibili alcuni passaggi.
Spero possa essere una lettura interessante.

Ennerik


NONNO ARMANDO


Avevo 10 o 11 anni quando mio nonno mi regalò la prima canna da pesca per il mio compleanno: una bolognese da 4 metri in vetroresina! Ero la persona più felice del mondo…
Prima di allora lo avevo seguito spesso nelle sue battute di pesca, restando lì a guardarlo per ore, senza mai annoiarmi, con la sua stessa intrepida attesa di vedere il galleggiante affondare.
La passioni forse saltano una generazione, come alcune strane malattie, perché mio padre proprio non ne ha mai voluto sapere, credo non abbia mai preso una canna in mano… invece mio nonno era un vero pescatore!
Dico “era” non perché sia morto (poverino, ci mancherebbe!!), ma solo perché purtroppo, a causa della salute, ha dovuto smettere di andare a pescare.
In fondo anche la passione per la pesca è una malattia! Me ne sono accorto quando ho iniziato a fare chilometri e chilometri con la bicicletta per riuscire a prendere qualche cavedanello nei piccoli fiumi che si trovavano nella mia zona; oppure quando andavo a dormire da mio nonno per alzarci presto la mattina seguente, e non riuscivo a chiudere occhio per l’agitazione.
Credevo che questa fosse una sensazione che sarebbe scemata col tempo, con l’abitudine ad andare a pescare, invece mi sbagliavo… eccome se mi sbagliavo…
Ancora adesso dopo 20’anni di alzatacce, ancora la notte non riesco a dormire, se la mattina dopo devo andare a pescare in un posto nuovo, o in uno che particolarmente mi affascina, per non parlare delle centinaia e centinaia di chilometri che macino ogni anno per andare a pescare!
Quando ho iniziato a seguirlo era già in pensione, anche se molto giovane, era andato in prepensionamento dalla FIAT (…bei tempi quelli…), mi raccontava che spesso quando faceva la notte, uscito dalla fabbrica, andava a pescare con un suo collega nei ruscelli di montagna a caccia di fario.
Nel suo armadio dedicato alla pesca, avevo trovato sia delle cannette di plastica (si, proprio di plastica!) con l’impugnatura in sughero, che usava per pescare con il cucchiaino, che delle canne in bambù ad innesti per la pesca al tocco.
Purtroppo quando abbiamo iniziato ad andare a pescare insieme, cominciava già ad avere problemi sia di artrite che di mal di schiena, quindi non poteva più né pescare nell’acqua, né tanto meno fare lunghe passeggiate per i ruscelli.
La sua pesca era quella con la bolognese dalle “blocchere” (così è come le chiama lui), ovvero quelle anse dei fiumi rinforzate con grossi blocchi di cemento per evitare l’erosione delle sponde; bene, diventò anche la mia pesca, e lo rimase per molti anni…
Questi tratti sono caratterizzati da corrente molto lenta e discrete profondità, ideali per insidiare soprattutto cavedani, alborelle e scardole, occasionalmente, spostandosi magari di una decina di metri, si potevano pescare barbi e lasche (che mio nonno ha sempre chiamato “marzenghe”).
La prima volta che mi portò a pescare finalmente con la MIA canna, mi spiegò come si faceva dettagliatamente una montatura e come si legavano gli ami, su quest’ultima fase dovette insistere un po’… riuscire a lanciare con la bolognese non mi fu molto difficile perché mi ero allenato molto a casa utilizzando le sue vecchie canne da spinning (se così si possono chiamare) per far giocare Punto, il suo gatto siamese: avevo messo su un mulinello uno spago sottile, tipo quelli per legare l’arrosto, all’estremità avevo legato un legnetto e poi lanciavo vicino al gatto, o sul gatto, non è che fossi molto preciso, e quando recuperavo, lui faceva gli agguati e gli saltava addosso, un vero divertimento! E non potete immaginare quanto tirasse.
Tornando alla nostra prima uscita, dicevo che non ho avuto particolari problemi nel lancio, ma una cosa era lanciare il legnetto per Punto, un’altra lanciare galleggiante, piombini, girella e amo… che grovigli… dopo alcune decine di minuti che mio nonno trascorse nel tentativo di districare i miei disastri e rifacendo montature, mi disse una frase fatidica: “Questa è l’ultima volta che lo faccio io, la prossima ti arrangi, altrimenti non imparerai mai!”.
Riuscii a fare un paio di passate e poi arrivò l’ennesimo groviglio. Guardai mio nonno con occhi teneri ma lui non si intenerì. Dopo più di mezz’ora passata a girare un filo di qua ed uno di là, ero riuscito finalmente a liberare la montatura; fiero come un re, gli feci vedere il risultato di tanta fatica e lui mi disse: “Visto che sei capace anche da solo!?!”
Non passò molto tempo (forse 15 minuti), ed ero ancora ad armeggiare con i miei casini e questa volta non c’era niente da fare: dovevo tagliare. La parte che riguardava piombi e girella non fu complicata, montare l’amo invece si, anche perché era un piccolissimo amo del “20”, però mi dicevo che se lo legava mio nonno con le sue manone, dovevo riuscirci assolutamente anch’io! Dopo alcuni tentativi andati male, finalmente ero riuscito in qualche modo a far stare l’amo attaccato alla lenza anche se, sinceramente, non ero molto convinto del mio risultato.
Potei constatare costatare la bontà delle mie ragioni al primo lancio: abboccata, ferrata, pescetto, via pescetto (con il relativo amo). Mi lamentai col nonno ed allora mi fece vedere un’altra volta come si legava l’amo. Non sbagliai più.
Tuttora non compro mai ami legati, preferisco farlo io, così so a chi dare la colpa se il nodo dovesse cedere e, in questo modo, mi sembra che ci sia più versatilità anche con pochi ami e pochi diametri di filo.
Il periodo più bello iniziava quando maturava il sambuco; mi insegnò a pescare i cavedani con quest’esca e devo dire sempre con eccellenti risultati. Galleggianti da 1 grammo e mezzo, al massimo 1,80, terminali dello 0,08 e delle micro-ancorette che venivano completamente ricoperte da un solo chicco di sambuco! Per innescare l’esca veniva inserito un ago nell’asola del terminale che veniva attaccata al moschettone della lenza madre.
Mi viene in mente un aneddoto sulla prima volta che andammo a pescare con questo sistema… Ebbi la fortuna di attaccare quello che per me era il cavedano più grande che avessi mai preso (sarà stato un po’ più di mezzo chilo), mio nonno mi aiutò a gradinarlo; ero eccitatissimo! Con delicatezza lo presi con uno straccio, dolcemente lo slamai e, mentre stavo per metterlo nel retino (all’epoca le nasse neanche sapevo che cosa fossero), con un guizzo guadagnò la libertà… l’unico modo per spiegare come mi sentivo in quel momento è dire che stavo per mettermi a piangere! Chi avrebbe creduto a quella cattura senza averla vista? Avrebbero tutti pensato che ero un bugiardo! Questi erano i pensieri che mi passavo per la testa. Ero tristissimo per com’era finita, ma ero felicissimo perché ero riuscito a tirarlo fuori da solo, io, anche se gli altri non mi avrebbero creduto, sapevo la verità.
Invece, al nostro ritorno, fu proprio il nonno a tessere le mie lodi e a dire di quanto ero stato bravo; mi sentivo come se fossi stato il campione del mondo!
Mi ha portato tante volte a pescare, quasi sempre a cavedani, e le volte che ne prendevamo di più erano le rare volte in cui ci spingevamo fino alla sponda lombarda del fiume Sesia, a Terranova. Noi Abitavamo in un paesino nella provincia nord di Torino, quindi per raggiungere il luogo prescelto ci impiegavamo più o meno un’ora e mezza, anche considerando che mio nonno aveva una Ford Fiesta 900 non proprio nuovissima…
Ecco, quando andavamo a pescare lì, erano le volte in cui dormivo a casa sua per partire presto la mattina successiva. Quasi sempre la sera la trascorrevamo a giocare a carte, abbiamo sempre passato tante ore a giocare a carte insieme, anche se non dovevamo andare a pescare, ero un vero appassionato, e mio nonno non era da meno.
Verso le 22.00, 22.30 andavamo a dormire , più che altro lui andava a dormire, io passavo quasi tutta la notte cercando di immaginare come sarebbe andata la giornata successiva, ascoltando il ticchettio dell’orologio ed il “dolce russare” del nonno: un vero trombone!!
Alle 4 in punto suonava la sveglia, di solito a quell’ora mi ero appisolato da poco, ma scattavo in piedi come una molla, mi vestivo alla velocità della luce mentre lui preparava il caffè-latte; dopo una colazione veloce caricavamo la macchina e partivamo quando la notte era ancora profonda.
Ci fermavamo a prendere i bigattini in un bar-negozio-di-pesca dopo Chiasso, quando iniziava appena ad albeggiare. Solitamente giungevamo finalmente a destinazione quando il sole iniziava a sorgere. Mi sembra ancora di sentire il profumo del fiume con quella leggera foschia che aleggiava sulle acque lente dando l’impressione di essere quasi in un film dove si narra di paesaggi preistorici; la rugiada aveva bagnato tutto ed i pesci saltavano qua e la per quell’ansa che non so come mio nonno era riuscito a scovare in un posto così lontano da casa.
Riuscivamo a prendere tantissimi cavedani, mai troppo grandi, al massimo sul mezzo chilo, ma veramente in gran numero.
A mezzogiorno ci fermavamo per pranzare (in questo lui è sempre stato molto preciso, anche a casa e, se per quell’ora non era tutto pronto, iniziava a borbottare e a lamentarsi), il pasto era ormai standard: una scatoletta di tonno a testa, del grana, pane e qualche pacchetto di crackers; essenziale ma efficace.
La fortuna di quel posto era la sua esposizione ed il fatto di avere sopra di noi, ma molto in alto, una folta vegetazione così, anche in piena estate, si poteva pescare fino alle 16.00. Appena i lsole iniziava a girare verso di noi, iniziavamo a smontare l’attrezzatura e tornavamo a casa; io sempre stravolto, sicuramente di poca compagnia durante il viaggio perché lo trascorrevo quasi interamente dormendo.
Adesso ho 31’anni e mio nonno ormai è da molto tempo che non pesca più, nel frattempo la tecnologia ha fatto passi da gigante e quelle che all’epoca erano le canne per pochi eletti, ovvero le canne in carbonio, oggi sono quelle che usiamo tutti, sempre più leggere, sempre più forti.
Dal 2000 mi sono trasferito in provincia di Trento e quando lo vado a trovare, gli racconto dell’attrezzatura che ho comprato, dei pesci che ho catturato, dei posti nuovi in cui sono andato a pescare e vedo i suoi occhi illuminarsi. Non so cosa darei per riuscire a fare ancora una pescata con lui.
Ma chissà, forse quest’estate riuscirò a convincerlo….

martedì 8 gennaio 2008

1° POST DELL'ANNO: MORATORIA SULL'ABORTO...

E' da un pò di tempo che non aggiungo "riflessioni" sul blog: Sono stato preso da alcuni cambiamenti in ambito lavorativo, le feste ed aimè, dei problemi alla mia auto ed a quella della mia compagna (rotte entrambe il 23 di dicembre... che culo!!).
Mi mancava forse lo spunto giusto per "obbligarmi" a trovare il tempo per scrivere qualcosa, questo spunto è venuto dalle nuove farneticanti idee riguardo la "moratoria contro la legge sull'aborto".
Questo post ovviamente si rifà sulla stessa riga delle mie idee riguardo all'eutanasia, quindi i princìpi sul quale si baserà, sono gli stessi.
Prima i nostri fantastici politici hanno avuto la capacità e la costanza di imporsi al parlamento europeo con la "moratoria contro la pena di morte"; fin qui nessun problema, ok, non è simpatico e forse (dico forse perchè non ne sono del tutto convinto) nessuno dovrebbe aver la possibilità di condannare un altro uomo alla pena capitale (anche se qualcuno decisamente se lo meriterebbe).
Adesso qualcuno, non so chi abbia iniziato con questa storia, se ne saltano fuori anche con la moratoria contro la legge sull'aborto!
Ma questi cos'hanno nella zucca?
Possibile che ci sia sempre qualcuno che ci deve dire come dobbiamo condurre la nostra vita? ma perchè non si decidono a pensare un pò di più al fatto che le persone devono (e sottineo DEVONO) essere libere di decidere della propria esistenza?
Ma siamo proprio così sudditi del vaticano?
Forse sto esagerando un pò con i punti di domanda...
Mi sembra tutto così incredibile e quasi surreale. L'Italia sta annaspando nella melma, c'è pochissima crescita economica, tantissimi pensionati ormai viviono sotto la soglia della povertà, la delinquenza è alle stelle e non c'è nessuna certezza della pena; une delle ultime emergenze è quotidianamente su tutti i telegiornali (vedi rifiuti a Napoli), la gente è completamente scontenta della politica, e loro cosa fanno??? Propongono una moratoria contro la legge sull'aborto!!
Che pena.
Mi sembra che ci sia ben altro a cui pensare e, anche se così non fosse, perchè fare una cosa del genere? vogliamo andare indietro invece che progredire?
Bigotti di tutto il mondo: smettela di rompere le balle al prossimo, praticate quello che pensate e non pretendete che tutto il mondo la pensi come voi!
Anche la "SANTA INQUISIZIONE" è stata abolita, volete ricostituirla? Dai, ammetete di averci pensato...

Ennerik

sabato 17 novembre 2007

RIVA DEL GARDA

Proseguo nella serie di qualche immagine scattata nelle miei escursioni, durante le quali avrei la pretesa di riuscire a fare qualche scatto decente.
Mi scuso ancora per l'esasperata compressione delle immagini, ma lo faccio per cercare di non esaurire troppo in fretta lo spazio che ho a disposizione.
Queste foto le ho fatte a Riva del Garda, luogo veramente fantastico per trascorrere qualche romantico week-and con la compagna, preferibilmente in primavera ed in autunno, meglio evitare l'estate, un pò troppo caotica... ottima per gli sportivi, che possono trovare uno dei migliori posti di tutta Europa per fare wind-surf o per praticare il free-climbing (vengono qui addirittura dall'Olanda, dall'Austria e dalla Germania - ma la da loro di montagne non ne hanno?? -).
Purtroppo luogo abbastanza noioso per chi come me ci abita tutto l'anno, soprattutto perchè provengo dalla provincia di Torino e sono abituato alla possibilità di svago praticamente "infinita"; qui nei periodi fuori stagione, dopo le 11 di sera non si trova in giro neanche un cane!
E' doveroso per me fare anche un'altra piccola precisazione: io non sono di Riva, ma bensì di Arco, paese confinante ed altrettanto attraente, magari prossimamente dedicherò anche a questo interessante comune un piccolo album.
Un'ultima cosa che vorrei dire in merito al luogo in cui attualmente vivo, è che credo non esistano altri luoghi in Italia migliori di questo in cui far "nascere" una nuova famiglia: servizi eccellenti, criminallità quasi assente (dovuta ad un controllo impeccabile - qualche volta anche troppo - da parte delle forze dell'ordine), clima eccellente.
Alla fine di tutta questa pappardella, non mi resta che consigliarvi di fare un giro "in busa" (ovvero la valle che sbocca in cima al Lago di Garda che comprende alcuni comuni), se vi troverete a fare un giro in Trentino.

http://picasaweb.google.it/ennerik

Ennerik

giovedì 8 novembre 2007

PASSIONE FOTOGRAFIA

Dopo qualche lettura "pesante", è giusto mettere anche qualcosa di più distensivo e rilassante!
Io ho, non so se per fortuna o per disgrazia, molte passioni e molti passatempi. Il primo fra tutti rimane sempre e sanza ombra di dubbio la pesca! Oltre a pescare, pratico comunque altri sport e, un'altra mia grande passione è la fotografia.
Purtroppo non è che le mie capacità siano proprio "professionistiche", mi diverto comunque a fare molte foto e sono attratto parecchio dalle così dette foto in "macro", ovvero mettere in primo piano soggetti molto piccoli. Passo in estate molto tempo in giardino a correre dietro agli insetti (mi sa che se qualcuno mi vede mi prende sicuramente per pazzo!) e mi piace comunque fotografare qualunque cosa, nel tentativo di trovare qualche scatto significativo.
Tra questa breve serie di scatti ci sono anche le due nostre "bestiacce" in atteggiamenti a mio avviso molto divertenti.
Spero che queste immagini possano essere di gradimento a chi vorrà dare un'occhiata.

Ennerik

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lunedì 5 novembre 2007

LA POLITICA (...TUTTO IL MONDO E' PAESE...)

Post nuovo, argomento nuovo.
Avete mai visto il film "L'uomo dell'anno", con Robin Williams?
Se la risposta è: "NO", vi consiglio di farlo. Il film parla di un presentatore/comico che quasi per scherzo si candida alla presidenza e, per il difetto di un computer (nuovo sistema elettorale!), diventa presidente, senza che in realtà sia stato votato veramente.
Quest'uomo ha comunque un largo consenso popolare perchè la gente è stufa della politica, di una politica lontana dalle persone e dalle loro esigenze... tutto questo non ricorda niente? A sentire uno dei suoi discorsi pre-elettorali, sembra quasi di sentir parlare Grillo! Non è che ha guardato anche lui questo film prima del vaffa-day??
Sembra che un pò avunque ci sia questo malcontento generale nei confronti di chi governa, non solo qui in Italia.
Sembra però che qui da noi si tocchi il fondo un pò in tutti i campi: gli stipendi degli operai più bassi, gli stipendi dei politici più alti, le tasse spropositate rispetto ai servizi ricevuti in cambio, la benzina ed il gasolio più cari, e chi più ne ha più ne metta! E noi cosa facciamo?! Niente.
Perchè alla fine non è molto quello che si può fare. L'unico modo che abbiamo per cambiare le cose è il voto. Negli ultimi anni si sono avvicendati diversi schieramenti, eppure NON E' CAMBIATO ASSOLUTAMENTE NIENTE!
Adesso che il malcontento è alle stelle, se qualcuno prova a seguire i vari discorsi che fanno i politici in tv, non fanno altro che darsi la colpa vicendevolmente: la destra dice che è colpa del governo attuale, la sinistra dice che è colpa di quelli che c'erano prima.... ma l'unica cosa che sanno fare molto bene, è tenersi ben stretti al culo le loro poltrone ed i loro privilegi!!
Dicono che anche se si abbassano gli stipendi, che se diminuiscono i loro privilegi, ecc. ecc., non è quello che può aiutare la nostra economia; però potrebbero iniziare a farlo lo stesso, almeno per dare il buon esempio, dato che a noi continuano a chiedere sacrifici su sacrifici per il BENE SUPREMO DEL PAESE. E loro? loro no, loro sono esenti dal sacrificio, meglio pensare a riempirsi le tasche....
Ci sono talmente tante cose storte ed ingiuste che provare ad elencarle diventa quasi inutile, ci sono già tanti scrittori e giornalisti che l'hanno fatto, facendoci aumentare il disgusto per una classe politica che non dovrebbe fare altro che vergognarsi per tutto quello che fa.
Io nel mio piccolo esprimo tutto il mio dissenso a questa situazione andando a votare ed annullando la scheda. Sono dell'idea che andare a votare sia prima un dovere che un diritto, e chi non lo fa perde il diritto di potersi lamentare se le cose non vanno bene.
Annullo la scheda perchè comunque lasciandola bianca, andrebbe spartita in base ai voti ricevuti, quindi l'annullo scrivendo sulla scheda: "NESSUNO VALE LA PENA".
Invito dunque tutti quelli che la pensano come me, che dei politici attuali ne hanno le tasche piene (anzi vuote!!), quelli che, anche se hanno qualche ideologia affine con qualche partito, hanno visto che comunque anche cambiando i fattori il risultato non cambia, a fare altrettanto.
Andate a votare e votate:"NESSUNO VALE LA PENA"! Non andare a votare è troppo facile, a non rimane niente, se non la percentuale di astensionismo, invece le schede diciamo "scarabocchiate", devono essere registrate. Vorrei vedere cosa succederebbe se fossero in migliaia a scrivere quella frase se non fosse un'ulteriore spinta a fare qualcosa.
Io purtroppo non riesco a trovare nessuno che mi possa rappresentare tra tutti i partiti che ci sono: chi troppo permissivista, chi troppo oppressore, chi troppo con la chiesa... nessuno.
Mi piacerebbe poter parlare con le persone per esprimere le mie opinioni, vedere quanti la pensano come me, ma è veramente molto difficile. Ora sto provando a farlo da qui, anche se so che purtroppo non molti lo leggeranno... fa lo stesso, l'importante è iniziare...

Ennerik

domenica 4 novembre 2007

UNA PESCATA SUL MINCIO




Riporto qui di seguito un breve articolo che ho scritto per un sito di pesca.

Cavedani sul Mincio di Ennerik

E’ la mattina del 28 dicembre 2006, non ci siamo alzati troppo presto vista la stagione, anche se, nonostante la data sul calendario, è abbastanza calda.Io ed il mio amico Giuseppe siamo partiti da Arco, in provincia di Trento, poco prima delle 09.00 con la speranza di essere a Valeggio sul Mincio per le 10.00. Qualche giorno prima il proprietario del mio negozio di pesca di fiducia, nonché pescatore agonista, mi aveva detto che durante una gara svoltasi sul Mincio a fine dicembre, avevano fatto diversi “cappotti” e che comunque tutti gli altri avevano fatto un pesce a testa.Sinceramente eravamo un po’ sconfortati da questa notizia ma, intrepidi e con la frenesia e quel pizzico di follia che pervade un po’ tutti quelli che della pesca hanno fatto la loro passione, siamo dunque partiti alla volta di Valeggio. Scendendo per l’autostrada del Brennero ci siamo convinti che purtroppo la giornata non sarebbe stata delle migliori dal punto di vista meteorologico, infatti una fitta nebbia abbastanza alta rendeva il cielo grigio e cupo. Il tratto sul fiume nel quale avremmo pescato mi era stato indicato da un “collega” conosciuto qui sul forum, Davide.Ovviamente, nonostante il navigatore satellitare, non sono riuscito a trovare il posto esatto e grazie alla consulenza telefonica di Davide che mi ha condotto passo passo fino al tratto esatto, siamo finalmente giunti a destinazione. Io sono originario della provincia di Torino, esattamente del Canavese e per anni ho pescato in fiumi come il Malone e l’Orco, con qualche uscita sul Po nei tratti di Chivasso e San Mauro; ormai da 5 anni mi sono trasferito sulle sponde nord del lago di Garda.Quando siamo arrivati sul posto, mi si è riempito il cuore! Per un attimo mi è sembrato di essere tornato a casa… bellissimo!! Qui il Mincio si stringe molto, il fondale è basso e corre parecchio, nulla a che fare con il famoso tratto di Peschiera (in cui di solito vado) che invece è caratterizzato da un buon fondale con corrente abbastanza lenta.L’unico tratto pescabile era quello indicatomi da Davide in cui la corrente faceva uno strano giro creando una zona quasi di “morta” ed un leggera correntina che girava a mulinello; il fondo abbastanza buono, quasi tre metri!I nostri “attrezzi” erano due bolognesi da 7 mt, sconsigliatemi dal nostro amico per la presenza di due grossi alberi sopra le nostre teste; non aveva tutti i torti… Giuseppe ha pescato con un galleggiante da 2,5 gr piombatura a scalare verso l’alto e circa 30 – 40 cm di terminale libero dello 09 al fluorcarbon appoggiato sul fondo amo del 24, io invece dovevo ancora preparare la montatura e mentre stavo iniziando ecco che Peppino attacca un cavedano!Bell’inizio! Portato a guadino si è rivelato un discreto esemplare sul mezzo kg. Io nel frattempo ho finito di preparare la mia montatura e, dato che c’erano i cavedani ne ho preparata una leggera: galleggiante da 1,70 gr, terminale dello 07 al fluorcarbon, montatura a scalare verso l’alto con più di 40 cm di terminale libero, amo del 24.Passate un paio d’ore io non avevo visto ancora un’abboccata, il mio compagno d’avventura invece ne aveva avute diverse, purtroppo senza risultati; non è da molto che pesca, ed ha imparato (e poi quasi sempre praticato) nei laghi, a parte qualche rara volta sul Mincio a Peschiera, quindi gli manca pratica in fiumi un po’ più mossi, dovremo sicuramente rimediare a questa mancanza, magari quest’estate… Sconfortato, decido di cambiare completamente montatura, metto un galleggiante da tre grammi piombato tutto appena sopra la girellina e recupero il terminale di prima accorciandolo a trenta cm; dopo un paio di passate finalmente attacco anch’io un cavedano!Dopo alcune puntate sul fondo rompo il terminale!!! Forse con lo 07 ho esagerato, ho forzato la mano un po’ troppo e l’ho pagata cara; inoltre, quando ho rotto la lenza, il filo è andato ad impigliarsi sull’albero sopra di noi. Dentro di me mi stavo logorando dalla rabbia! Come se tutto ciò non bastasse, mentre ero lì, con la canna per aria imprecando per il pesce perso e per il groviglio, ecco che arriva Davide! Bella figura del pescatore della domenica, ho pensato tra me e me…Decido quindi di montare anch’io lo 09, così sono un po’ più tranquillo, la fortuna ha voluto che dopo un altro paio di lanci, ho attaccato un altro cavedano. Questa volta non mi sono fatto fregare e sono riuscito a portarlo a guadino, anche questo sul mezzo chilo.Dopo questi due, purtroppo, non ne abbiamo presi altri ma siamo tornati a casa comunque contenti; abbiamo trovato un nuovo e molto affascinante spot di pesca, abbiamo conosciuto un altro pescatore simpatico e non abbiamo finito la giornata con un altro “cappotto”…Spero che questo tratto di Mincio ancora così “naturale” possa regalarci altre emozioni, sicuramente non mancheremo di ritornarci e consiglio a tutti quelli che abitano in zona di farci un giro… ovviamente liberando il pesce catturato…Informazioni utiliIl tratto di Mincio descritto nell’articolo si trova a monte del ponte Visconteo di Valeggio sul Mincio, nei pressi della frazione di Borghetto.Raggiungere Valeggio è piuttosto semplice: all’uscita autostradale di Peschiera del Garda si prende la provinciale in direzione Mantova e dopo una decina di chilometri si raggiunge il borgo famoso per il Castello, il Parco Giardino Sigurtà e i tanti ristoranti che propongono tra i piatti tipici il Tortellino di Valeggio, oltre naturalmente all’ottimo vino della zona.Meno semplice è raggiungere il tratto di Mincio in questione: arrivati in centro paese, occorre prendere per Borghetto e poi percorrere interamente il lungo e suggestivo Ponte Visconteo, alla fine del manufatto si svolta immediatamente a sinistra e poi ancora per Borghetto, passato il secondo canale con sponde in cemento, si prende ancora a sinistra e poi, tramite una strada con fondo in ghiaia, si passa sotto il Ponte Visconteo, a questo punto ancora un ponticello alla nostra destra (su uno dei canali) e poi si segue la sterrata per circa trecento metri fino ad uno sbarramento sul fiume, da lì si può scendere sulla riva e cercare il posto migliore per pescare.Il Mincio in questa zona è ancora naturale, più stretto e sinuoso rispetto al tratto superiore e a quello ben più noto che, qualche chilometro a valle, scorre nei pressi di Pozzolo. La corrente tira molto e il fondo sabbioso, ricco di sassi, alghe ed ostacoli vari, è il luogo ideale per i barbi (e qui si parla ancora di barbi nostrani), purtroppo non più abbondanti come qualche anno fa e comunque sempre difficili da acchiappare. Le prede più frequenti infatti sono cavedani, scardole e alborelle, da pescare nelle buche dei meandri, dove il rigiro della corrente crea la situazione migliore per la tecnica della passata (anche il ledgering può dare buoni risultati). Sono presenti anche i lucci, mentre carpe e, soprattutto, tinche, sono da considerarsi prede sporadiche.Da qualche anno è comparso il siluro, con esemplari di taglia media in cui è raro imbattersi, praticamente scomparsa l’anguilla. Per quanto riguarda le esche, il bigattino rende sempre, in particolare nei mesi freddi quando la temperatura dell’acqua seleziona automaticamente la taglia dei pesci, in estate meglio affidarsi al mais e ad esche più corpose, come ad esempio le crisalidi, molto gradite dai cavedani. Per pescare nel Mincio a Valeggio, oltre alla licenza governativa è necessaria la tessera FIPSAS.

L'ultima parte è stata gentilmente scritta da un amico pescatore con fortissime capacità letterarie! Grazie Davide.

Ennerik